Attraversamento pedonale visto dall'alto con una figura in movimento sfocata

Ciò che si muove
comanda

omaggio a Saul Bass

Prima di Saul Bass i titoli di testa erano un elenco di nomi da proiettare a sala ancora accesa. Poi arrivarono le sue sequenze per Hitchcock e Preminger, la carta strappata di Anatomia di un omicidio, le spirali di Vertigo, e i primi minuti di un film diventarono racconto.

Bass aveva capito una cosa che oggi vale oro, il movimento non decora, guida. Dice all'occhio dove andare, quando fermarsi, cosa aspettare. Un'immagine ferma si guarda, un'immagine che si muove si segue, e seguire è già una forma di attenzione concessa.

Nel flusso infinito degli schermi questa legge decide tutto, il pollice scorre e si ferma solo dove qualcosa si muove con intenzione, non dove si agita. Perché c'è movimento e movimento, quello pensato costruisce un tempo, un ritmo, una piccola drammaturgia di tre secondi, quello gratuito è solo rumore animato e l'occhio lo scarta come scarta un banner.

Il motion design non è un effetto da aggiungere alla fine, è una scrittura, con le sue pause e i suoi accenti. Mi chiedo quanto dello scrolling quotidiano si fermerebbe davanti a tre secondi disegnati come li disegnava Bass.